Battistino Bonali : verso l'alto, verso l'altro.
![]() |
Il 31 Agosto del 1993, una folle enorme partecipò commossa a Bienno (Val Camonica) al funerale di Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli, i due amici alpinisti del CAI sezione di Cedegolo, caduti sulla parete nord dello Huascaran Norte (6655 m.) nelle Ande Peruviane. Ma qual'è la storia di Battistino Bonali, grande alpinista, totalmente dimenticato dalle cronache alpinistiche? Battistino era nato il 10 Ottobre del 1962 a Bienno. E' stato uno dei più forti alpinisti italiani negli anni 80' e 90'. Dopo decine di ascensioni difficili sulle Alpi, nel 1990 sale numerose cime delle Ande Peruviane. Nel 1991 sale in "stile alpino", senza l'aiuto dell'ossigeno, la parete nord dell'Everest, modificando la via degli australiani lungo il Norton Couloir (fascia rocciosa di 80 metri a 8400 m. con difficoltà di 5 grado). Battistino era anche un forte sci-alpinista che ha compiuto numerose discese di sci "estremo", tra cui la parete Nord dell'Adamello. Nella foto Battistino Bonali sulla cima dell'Everest nel 1991.
![]() |
| L'immensa parete nord dell'Everest (8848 m.) |
| Battistino con Alice |
Nel 1990 viene organizzata, con successo, una spedizione al Nevado Pisco (5752m.). Oltre alle guide del posto vi sono anche Battistino, Alice, Giorgio e Nando del CAI Cedegolo. Battistino scese anche dalla cima con gli sci. La settimana successiva viene organizzata un'altra spedizione su una cima decisamente più impegnativa del Nevado Pisco, la cima Sud dello Huascaran (6768 m.). Anche questa spedizione è coronata dal successo e in cima viene celebrata una S.Messa e issata una bandiera con il volto di Don Bosco. l'Huscaran è la più alta montagna del Perù ed è caratterizzato da due cime distinte: Huascaran Sud e Norte.
![]() |
| Huascaran Sud (6768 m.) a sinistra e Huascaran Norte (6655m.) a destra |
Il 4 Agosto del 1993, quattro amici divisi in due cordate (Battistino con Giandomenico Ducoli, Giovanni e Aldo) salgono all'attacco della parete Nord posto a 5200 m. di quota dove bivaccano. Il giorno dopo Giovanni a Aldo rinunciano, per una indisposizione di Aldo, mentre Battistino e Giandomenico procedono attaccando la parete Nord. Tutto procede bene, con collegamenti radio quotidiani con gli amici rimasti al campo base, fino al giorno 8 Agosto quando i due alpinisti sono arrivati a solo 200 m. di dislivello dalla vetta. Ma alla consueta chiamata radio delle 16.30 nessuno risponde e nemmeno il giorno seguente. Dopo due giorni di angosciosa attesa, gli amici iniziano ad organizzare una spedizione di soccorso. Soltanto mercoledi 18 agosto i corpi dei due alpinisti vengono trovati, senza vita, ancora legati insieme alla base della parete Nord. Probabilmente a circa 200-300 metri dalla vetta, mentre stavano bivaccando in parete, sono stati investiti da una scarica di sassi e neve che li ha fatti precipitare fino alla base della parete. Saputo della tragedia Padre Ugo scrive ad Alice una commovente lettera :
"Caro, caro Gesù. Ripeto Gesù e in questo nome c'è tutto quello che provo e desidero: il bene, la vostra bontà, la mia riconoscenza, la delusione per questa bellissima impresa, la speranza oltre ogni cattivo pensiero, la non rassegnazione, i "perchè Signore", la disperazione accanto all'implorazione del miracolo, e alla fine dirai, diremo: "Nelle tue mani Signore affido Battistino e Giandomenico."...Tu e Battistino amate la montagna, ma più in alto e più attraente delle vette avete guardato a Dio...In te Alice ora che tanto soffrite c'è Gesù. Vi vengo vicino per farvi ascoltare Gesù: rivedrete Battistino e Giandomenico".
Battistino ha lasciato scritto uno dei più bei testi di ringraziamento alle Montagne che io conosca e che descrive molto bene le esperienze che chiunque frequenti la montagna con cuore semplice, ha vissuto :
"Grazie Montagna per avermi dato lezioni di vita. Perché faticando ho appreso a gustare il riposo, perchè sudando ho imparato ad apprezzare un sorso d'acqua fresca. Perché stanco mi sono fermato e ho potuto ammirare la bellezza di un fiore, la libertà del volo degli uccelli, respirare il profumo della semplicità, perché solo immerso nel silenzio mi sono visto allo specchio e, spaventato, ho ammesso la mia necessità di verità e amore, perché soffrendo ho gustato la gioia della vetta, percependo che le cose vere, quelle che portano alla felicità, si ottengono solo con sforzo e chi non sa soffrire non potrà mai capire".
La storia di Battistino e di Padre Ugo De Censi è raccontata nel bel libro di Franco Michieli, Huascaran 1993.Verso l'alto, verso l'altro. Cai Sezione di Cedegolo 2013




Caro Alberto, è un bellissimo articolo su una persona con una fede cristallina e grande generosità. Battistino ci testimonia quanto Cristo renda la vita (e la morte) incomparabilmente più umana.
RispondiEliminaGrazie Alberto per questa bellissima testimonianza a me totalmente ignota. Ci hai raccontato di uomini di montagna dalla fede granitica, generosi fino a consumare (si dice consumare ma in realtà siamo noi a consumarci nella nostra mediocrità) la loro stessa vita per portare l'ideale, cioè Cristo, a uomini che vivono in paesi lontanissimi, alle falde di montagne bellissime. Battistino ha insegnato a molti che è la fede che ti fa diventare uomo e, come dice un salmo, ti dona gambe per salire i monti
RispondiElimina