Padre Pasquale Tosi: il gesuita romagnolo che sfidò i ghiacci dello Yukon
Vicino a Santarcangelo di Romagna, in mezzo ai campi, non lontano dall'ingresso della Autostrada A14 vi è un Ristorante-Hotel chiamato "Verde Mare" molto frequentato nelle sere d'estate per il grande giardino e perchè non lontano dalla fiera di Rimini. Sul muro di ingresso del Ristorante vi è una targa che sorprende e che identifica in questa casa di campagna il luogo di nascita di Padre Pasquale Tosi, gesuita, esploratore dell'Alaska :
Ci sono storie di fede che non si scrivono tra le navate di una cattedrale, ma lungo i corsi d’acqua congelati e i valichi azzannati dal vento del grande Nord. Quella di Padre Pasquale Tosi è una delle epopee esplorative più straordinarie dell’Ottocento. Nato il 25 aprile 1837 a San Vito di Romagna, una frazione di Santarcangelo di Romagna, è cresciuto in una famiglia contadina profondamente legata alla terra e ai valori tradizionali, figlio di Lorenzo Tosi e Maria Perazzini. Fu proprio in quell'ambiente rurale romagnolo che sviluppò fin da giovane una tempra fisica robusta e un'abitudine al sacrificio che gli sarebbero state indispensabili anni dopo.
Dopo essere stato parroco (proprio a San Vito) per diciotto mesi e avere condotto ulteriori studi a Monaco di Baviera (parlava correttamente tedesco, francese e inglese), nel settembre del 1865 partì per l’America, rimanendo per un po’ a New York e raggiungendo poi una Missione dei Gesuiti nel Nord-Ovest. Fu per una ventina d’anni a St. Paul di Colville, nello Stato di Washington, e in altre località delle Montagne Rocciose, dove conobbe bene gli “indiani”, ne apprese gli idiomi e prese coscienza delle loro difficili condizioni di vita e delle cattive abitudini che assumevano dai bianchi.
Nel 1886, mentre la presenza gesuitica europea nel West andava declinando, partì per una ancor più selvaggia “frontiera”: quella dell’Alaska, il nuovo, sconfinato e inospitale territorio che gli americani, nel 1867, avevano acquistato dalla Russia.
Quando pensiamo all’esplorazione artica, l’immagine corre subito alle grandi spedizioni polari o agli avventurieri in cerca di gloria. Padre Tosi portava la stessa resistenza, ma unita a una vocazione incrollabile: entrato nella Compagnia di Gesù nel 1862 e ordinato sacerdote nel 1865, fu destinato quasi subito alle missioni estere, diventando con il tempo il fondatore della Missione dell’Alaska e uno dei primi cartografi del bacino dello Yukon.
Nelle sue epistole inviate ai superiori e raccolte nelle Lettere Edificanti, traspare tutta la sua concretezza di uomo di montagna. In una delle sue prime relazioni dallo Yukon scrisse con sobrio realismo:
«Qui non si vive di parole, ma di resistenza. Il freddo non perdona chi esita, e la wilderness richiede braccia forti prima ancora che grandi discorsi.»
La svolta nella sua vita da esploratore arrivò nel 1886. Insieme all'arcivescovo di Oregon City, Charles Seghers, e al confratello Luigi Robaut, Tosi intraprese una spedizione pionieristica risalendo il fiume Yukon per inoltrarsi nei territori del Nord-Ovest, allora per lo più bianchi sulle mappe geografiche. Il viaggio prese presto una piega drammatica: monsignor Seghers venne assassinato lungo il percorso da una guida caduta nella paranoia. In un ambiente ostile e del tutto isolato dal resto del mondo, chiunque avrebbe ripiegato verso la civiltà. Padre Tosi fece l'opposto. Decise di rimanere nel cuore dell'inverno artico, affrontando temperature che toccavano i cinquanta gradi sotto zero, integrandosi con le popolazioni native Athabaskan e apprendendo le loro tecniche di sopravvivenza.
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| Padre Pasquale Tosi tra i ghiacci dell'Alaska |
Nei dodici anni successivi, Padre Tosi diventò una leggenda vivente lungo le rotte del Nord. Divenne un vero pioniere delle piste artiche, percorrendo migliaia di chilometri tra i bacini dello Yukon e del fiume Koyukuk muovendosi a piedi con racchette da neve, slitte trainate da cani e canoe. Documentò rilievi, tracciò rotte e individuò valichi di accesso prima ancora che venissero rilevati dalle spedizioni governative statunitensi. Nelle sue memorie di viaggio annotava spesso l'incanto profondo per la solitudine dei ghiacci:
«Il silenzio di queste distese innevate non è vuoto, ma una presenza profonda. Tra i ghiacci dello Yukon la fatica del passo diventa la sola preghiera possibile.»
Un capitolo fondamentale della sua opera si svolse a Juneau, dove intuì il rapido sviluppo dell'area legato alle miniere d'oro. Nel 1885 vi avviò la costruzione della prima chiesa in legno (St. Nicholas, divenuta poi Nativity of the Blessed Virgin Mary), strutturata per resistere al clima costiero. Quando Papa Leone XIII lo nominò primo Prefetto Apostolico dell'Alaska nel 1894, l'edificio fu elevato a pro-cattedrale, trasformando il piccolo insediamento nel centro amministrativo delle missioni del Nord.
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| Juneau nel 1895 |
Comprendendo i gravi rischi legati al lavoro in miniera e alla rigidità del clima, Tosi promosse nel 1886 la nascita dello St. Ann's Hospital, la prima vera struttura ospedaliera della zona. Per gestirlo coinvolse le Suore di Sant'Anna giunte dal Canada, fornendo cure indispensabili per traumi da crollo, congelamenti gravi ed epidemie di tifo o polmonite senza distinzione di etnia o disponibilità economica.
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| La costruzione del St.Ann's Hospital |
Accanto all'ospedale fondò la scuola parrocchiale St. Ann's Academy per l'istruzione dei figli dei minatori e dei nativi. Quando tra il 1896 e il 1897 esplose la Corsa all'Oro del Klondike, l'intera rete di strutture creata da Tosi a Juneau operò a pieno ritmo come centro di accoglienza, soccorso e prima assistenza per migliaia di cercatori che arrivavano impreparati ad affrontare i valichi innevati dell'interno. In una lettera indirizzata al Padre Generale della Compagnia di Gesù a San Francisco, sintetizzò così la missione tra i cercatori d'oro e le popolazioni locali:
«Non sono venuto a cercare l'oro della terra, ma ad assicurarmi che nessuno qui muoia solo, al freddo o dimenticato dagli uomini.»
Tosi non abbandonò mai lo stile di vita dell'esploratore di frontiera: la sua fu una fede di passo e di fatica, dove la resistenza fisica alla natura più selvaggia era tutt'uno con lo spirito di servizio. Rientrato brevemente in Europa nel 1897 con il corpo provato dagli stenti e dai congelamenti, volle a tutti i costi tornare nella sua terra d'adozione. Morì a Juneau il 14 gennaio 1898, lasciando il ricordo di un pioniere capace di fondere la forza dell'esploratore e la dedizione del missionario.
Numerosi libri sono stati scritti sulla vita e le opere di Padre Tosi, purtroppo la maggior parte difficilmente reperibili, tra i tanti segnaliamo quello di Michele Tombesi : Padre Pasquale Tosi 1835-1898 : Primo Gesuita Romagnolo ad evangelizzare l'Alaska, Rimini 2020





Grazie di tutto quelli che pubblichi.
RispondiElimina.ma non hai pensato ad una mostra per il Meeting: PIONIERI CORAGGIOSI più di così! Se vuoi possiamo sentirci, 335 808 9566
Ciao, Costante.Portatadino@gmail.com