Il Monte Sagro è una cima delle Alpi Apuane di modesta elevazione (1759 m.). Si trova in alta Toscana, nel comune di Fivizzano; sovrasta il paese di Vinca e domina tutta la zona di Carrara. Il Monte Sagro è ben visibile dal Golfo di La Spezia e dalla cima, nelle giornate limpide, la vista è molto ampia: domina la terra, il mare e la costa. Il nome stesso identifica un'antica area sacra per le popolazioni Liguri, collegata visivamente al Monte Beigua, altra montagna sacra posta quasi al centro dell'arco ligure. Insieme con il Monte Bego, al confine tra Italia e Francia, il Beigua e il Sagro erano i principali santuari della Liguria preistorica; erano il simbolo che legava la terra al cielo. Ogni anno si svolge sulla cima del monte Sagro una S. Messa.
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| La croce sul Monte Sagro |
La cima del Monte Sagro è molto frequentata e tutta la zona è percorsa da facili sentieri. Il 19 Marzo del 1992, Don Alberto Zanini, giovane parroco di Vernazza (comune delle 5 Terre), decide di organizzare una gita sul Sagro e la propone a un gruppo di giovani, conosciuti vivendo l'esperienza del Movimento di Comunione e Liberazione. Desidera condividere con loro la bellezza delle montagne e ripetere l'esperienza già fatta in altre gite sulle cime delle Alpi Apuane.
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| Don Alberto Zanini |
Alberto Zanini era nato a
Monterosso nel 1956. Era un bambino gracile di salute ma molto intelligente e ubbidiente. Frequentando il
Liceo Classico dai Barnabiti, si dedica al canottaggio e partecipa anche a competizioni nazionali nel "
Due con". Da Bambino gracile e pallido, diventa un adolescente energico, pieno di vitalità.
La passione per il canottaggio gli rimane anche da adulto e continua ad allenarsi anche dopo che è diventato parroco di Vernazza. L'incontro decisivo per la sua vita avviene nel 1973, quando, in seconda liceo, partecipa a scuola a un incontro con alcuni studenti universitari di CL. Da quell'incontro l'esperienza cristiana lo affascina e a 17 anni cambia vita e inizia a frequentare attivamente tutte le occasioni di incontro e di vita comune proposte dal Movimento. Nell'estate della maturità si manifesta anche la passione per la montagna "...
cosa strana davvero che lasciò perplessi anche i genitori, perchè per lui esistevano solo il mare e le Cinque Terre ...
Con tre o quattro compagni di classe a fine Luglio parte per una vacanza in Valle d'Aosta dotato di tenda e sacco a pelo. Una passione che non abbandonerà più."(
P. Castagneto,
Cronaca di una nascita,
Edizioni Ares, 2024, pag 66).
Alberto viene ordinato sacerdote a Monterosso il 13 Giugno 1981alla presenza di tanti sacerdoti, amici e compaesani in festa. Dopo essere stato vice-parroco in una parrocchia di
La Spezia, nel maggio 1987 viene nominato parrocco di Vernazza, il magnifico borgo delle Cinque Terre.
Contemporaneamente, a partire dal 1980 insegna religione al
Liceo di Sarzana |
| Il borgo di Vernazza |
La vita del giovane sacerdote diventa sempre più piena e lieta. Incontri, amicizie, iniziative...la parrocchia diventa punto di riferimento per gli studenti di tutte le 5 Terre. "
Organizza pellegrinaggi nei santuari mariani, vacanze estive, incontri culturali, da vita ad un coro polifonico invitando un gruppo di parrocchiani a a parteciparvi e cercando un maestro. Sostiene con la preghiera, ma anche con semplici gesti di carità nascosta, la comunità religiosa che vive presso il Santuario di Reggio " (Ivi pag.88).
E cosi arriviamo al 19 Marzo 1992. Alla gita proposta da Don Alberto, partecipano undici persone. Alcuni sono insegnanti, altri sono studenti che frequentano le scuole superiori, altri ancora amici più grandi, liberi dal lavoro per il giorno festivo (festa di S.Giuseppe). Il percorso scelto per arrivare alla cima del Monte Sagro è abbastanza lungo. Si recano con tre auto a Vinca e da lì iniziano la salita per la cima. Da Vinca il dislivello complessivo (compreso i sali-scendi) è di quasi 1300 m.. Il gruppo arriva comunque in cima al Monte Sagro senza problemi, ma con notevole ritardo rispetto al tempo inizialmente previsto. In discesa il gruppo decide di seguire un sentiero diverso dall'andata, ed è pomeriggio inoltrato quando arrivano alla
Foce del Fanaletto, a 1427 m. . Dalla Foce del Fanaletto, per tornare verso Vinca, è necessario seguire il sentiero 173 che attraversa in costa il versante Nord Ovest del monte.
Purtroppo questo versante del monte è totalmente in ombra e da ottobre fino a maggio rimane quasi sempre la neve, che ricopre il sentiero. Presto il gruppo si trova in difficoltà, il sentiero è innevato e scivoloso. Nessuno di loro è attrezzato con ramponi o ramponcini (allora non esistevano nemmeno...), alcuni di loro non hanno neanche le scarpe adatte. A un certo punto una ragazza del gruppo (Anna) perde l'equilibrio e Alberto, nel tentativo di aiutarla, la prende per un braccio, ma perde a sua volta l'appoggio e cade per il ripido pendio innevato. Sono le 18: i ragazzi sono scioccati, chiamano Alberto ma nessuno risponde. Superato lo choc si rendono conto che è necessario andare a cercare aiuto (allora non c'erano i telefonini!). Alcuni del gruppo cercano di scendere in fretta per cercare aiuto, mentre gli altri rimangono sul posto. Fortunosamente i primi riescono a raggiungere una strada sterrata, dove incrociano un fuoristrada con due persone a bordo che fermano per chiedere aiuto. Con il fuoristrada arrivano al rifugio Carrara quando era già buio, dove finalmente scatta l'allarme.
Viene organizzata un'imponente operazione di soccorso, con la partecipazione di quindici persone, tutta la stazione del
Soccorso Alpino delle Apuane, compresi gli esperti speleologici. La squadra arriva sul posto verso le dieci di sera. Trovano i quattro ragazzi che erano rimasti lì, infreddoliti e sotto chock, ma sani. I membri del soccorso decidono di andare alla ricerca di Don Alberto. Si calano per un centinaio di metri con il verricello e lo trovano ancora vivo, ma le sue condizioni sono gravi perchè, nella caduta, ha preso diversi colpi in testa sulle rocce affioranti. Faticosamente recuperano Alberto con la barella, ma quando arrivano sul tratto orizzontale, verso mezzanotte Alberto muore. E' il 20 Marzo del 1992.
Ai funerali di Don Alberto, celebrati nella sua parrocchia, Sabato 21 Marzo alle 15.30 partecipano due-tremila persone. "Dopo la celebrazione una fila infinita, immobile, attonita, silenziosa, accompagna la bara di Don Alberto, portata a spalla da giovani amici, nel vecchio castello posto sulla collina sopra l'abitato, ora cimitero del paese" (Ivi. pag 44)
Mentre la salma viene deposta, don Albani, legge la preghiera di
S.Gregorio Nazianzieno, come aveva chiesto don Alberto per il suo funerale: "
Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei una creatura finita. Sono nato e mi sento dissolvere. Mangio, dormo, riposo e cammino, mi ammalo e guarisco, mi assalgono senza numero brame e tormenti, godo del sole e di quanto la terra fruttifica. Poi io muoio e la carne diventa polvere come quella degli animali che non hanno peccati. Ma io cosa ho più di loro ? Nulla, se non Dio. Se non fossi tuo, Cristo mio, mi sentirei creatura finita".
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| Don Alberto |
Due anni prima della morte, Don Alberto aveva lasciato un testamento, che esprime la sua grande fede e l'amore per la storia che aveva incontrato.
"Di fronte alla prospettiva certa della morte riaffermo la ragionevolezza e la bellezza della fede in Gesù. Sono felice di aver vissuto e la sorgente di questa felicità sta tutta nell'incontro fatto con coloro che sono stati per me il sacramento di Cristo, il luogo visibile della Sua Verità e della Sua bontà. Perciò insieme ai genitori che sempre mi hanno amato e sostenuto con tutte le forze, ricordo con affetto e gratitudine immensi tutti gli amici del Movimento. Implorando perdono mi consegno tra le braccia della misericordia di Dio. Vieni Signore Gesù."
All'inizio del sentiero tra Vernazza e Monterosso, il 10 Maggio 2014 è stata posta una targa commemorativa che riporta una frase di don Alberto, molto significativa :"....ma io ho un gran desiderio che nulla di ciò che mi accade, di ciò che vedo e incontro, passi senza che la mia vita cambi. Che acquisti in verità e gioia, in profondità e libertà".
Per don Alberto Zanini è stata aperta la causa di beatificazione.
NOTE :
La maggior parte delle informazioni di questo Post sono tratte dal libro citato (
P.Castagneto, Cronaca di una nascita, Edizioni Ares 2024) ma altri libri sono stati scritti sulla vita di Don Alberto : Alberto Zanini, "
Un instancabile desiderio di felicità", a cura di
G.Mereghetti,
Marietti 2009 ; Alberto Zanini, "
Per rifare un popolo a Dio", ed.
Mimep-Docete, Pessano con Bornago (MI), 2022.
Bellissimo continua così
RispondiEliminagrazie
RispondiEliminaDON ALBERTO ZANINI Per rifare UN POPOLO A DIO
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