La croce più alta delle Alpi





La storia che vi voglio raccontare oggi è la storia della croce posizionata sulla punta Dufour (4634 m.),  la croce più alta delle Alpi e probabilmente d' Europa (nella foto la punta Dufour, immagine da Gulliver.it). 
Di seguito il racconto di un socio CAI Cantù, che ricorda il primo posizionamento della croce, benedetta da San Paolo VI a Roma nel 1964.

"A raccontarcela è Renzo Montorfano, che agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso era un giovanotto poco più che ventenne. Faceva parte del gruppo di ragazzi attivi nella comunità di San Paolo a Cantù e con i suoi coetanei animava il frequentatissimo oratorio di San Giovanni Bosco, sotto la guida di don Nicola Daverio, un giovane sacerdote che si lasciava coinvolgere dall’entusiasmo contagioso di quei giovani. Erano anni di grande fervore ed era bello sentirsi parte di un progetto di formazione,  fatto di relazioni amicali, catechismo, giochi, svago. Ci accomunava inoltre la passione per la montagna e l’arrampicata. Così con una cinquantina di coetanei decidemmo di fondare un gruppo, in seno alla parrocchia, che aveva come scopo fare esperienza spirituale nella bellezza della natura e salendo in vetta. Nacque così, spontaneamente, nel 1963 il Geam (Gruppo Edelweiss Amici della montagna). L’assistente spirituale ce l’avevamo e bravo. E soprattutto le montagne erano lì a tiro. Con l’autofinanziamento ci acquistammo i primi materiali e le corde e iniziò l’avventura. Il Resegone e le guglie della Grigna erano a poche decine di chilometri di distanza. Il resto lo fece la voglia di camminare e salire. Al Geam apparteneva anche l’alpinista Giorgio Brianzi, che sarebbe diventato accademico del Cai e che perì tragicamente sul Rosa nel 1981. Di scalata in scalata, non ci siamo più fermati: Pizzo Badile, Campanile Basso del Brenta, e poi i “quattromila”, dal Bernina al Cervino, dal Gran Paradiso al Rosa divennero le nostre mete, sempre più ambiziose. Fu così che prese corpo nel gruppo quell’idea, all’inizio bizzarra e fin troppo audace, di costruire una croce da portare e montare sulla cima Dufour del Rosa, a 4.633 metri d’altitudine. Ma perché una croce? Perché per noi – figli de l’uratori – era sinonimo di vetta, di gioia, di conquista comune, di appoggio, di preghiera di ringraziamento al Signore. Niente a che vedere, perciò, con il proselitismo o l’evangelizzazione forzata delle Alpi, come ogni tanto qualche esponente laicista vede questo gesto. E perché proprio sul Rosa? Perché era l’unica cima importante che conoscevamo senza una croce e perché sarebbe stata la più alta delle Alpi e d’Europa (la vetta del Bianco, infatti, sta su una calotta di ghiaccio). L’impresa fu pensata nei minimi dettagli: a Carlo, uno dei nostri compagni che studiava architettura, fu affidata la progettazione; al sottoscritto, dato che ero tecnico progettista di macchine meccaniche, la realizzazione della base. Quindi alcuni artigiani di Cantù si occuparono della costruzione del manufatto, in alluminio: 1,6 metri in altezza e in larghezza, in tre pezzi, con al centro, incastonata, una copia della Madonnina del Duomo di Milano. E nell’agosto del 1964, grazie a Renzo e ad altri ragazzi del Geam, che salirono in vetta con la croce sulle spalle, quello che sembrava un sogno irrealizzabile scintillava al sole dalla punta Dufour. E il Geam si conquistò gli onori della cronaca nazionale" . (Alberto Laggia, Famiglia Cristiana.it, 29/6/23)

La croce ha resistito alle tempeste e ai venti fino alla primavera del 2018, quando è crollata per un cedimento (o forse per un vandalismo) ed è stata portata a Zermatt per essere riparata. Nel Luglio del 2020 la nuova croce è stata benedetta sul sagrato della chiesa di S.Paolo a Cantù e porta la scritta "Anno Pandemico 2020" per ricordare le vittime dell'epidemia del Covid-19. La scritta sulla targa frontale recita così: "Quassù si raggiungono punti di vista che permettono di abbattere le barriere". Nell'agosto 2020 la croce è stata poi anche benedetta ad Alagna , prima di portarla sulla Dufour, in un appuntamento a cui ha partecipato l'intera comunità. Era presente don Carlo Elgo, parroco con la montagna nel cuore, il vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla ,che da anni trascorre le sue ferie estive in Valsesia, oltre ai sindaci Alessandro Girod di Gressoney e Alex Brunod di Ayas. Infine la croce è stata di nuovo posizionata sulla vetta della Dufour (usando l'elicottero..) il 6 settembre 2020, a cura della sezione CAI Cantù in collaborazione con le guide alpine di Alagna.


Posizionamento della nuova croce con elicottero


La nuova croce sulla Punta Dufour


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