Don Cirillo : il parroco alpinista.

 


La storia che raccontiamo oggi ci riporta sulle Alpi e, in particolare a Courmayeur, alle pendici del Monte Bianco. E' qui che ha esercitato la sua missione di parroco per cinquant'anni (dal 1939 al 1989) Don Cirillo Perron, sacerdote, alpinista e "Giusto tra le nazioni". Don Cirillo era nato a Valtournanche il 23 Settembre 1912 ed è passato a miglior vita ad Aosta il 2 Ottobre del 1996. 

Don Cirillo Perron

"Don Cirillo, era abituato fin da giovane, cresciuto com'era in una famiglia modesta, a vivere senza tanti lussi e i sacrifici che ora questa guerra troppo lunga imponeva non lo spaventavano affatto. Da giovanissimo aveva studiato nel Seminario Vescovile di Aosta, ma poi aveva completato la sua formazione a Martigny, alla scuola dei Canonici del Gran San Bernardo, e lì veramente aveva temprato il suo carattere e si era abituato ad una vita spartana. A chi scherzava sulla sua magrezza aveva sempre una risposta pronta, magari in patois: Sobre a la table, santè durable, e si metteva a ridere." (Don Cirillo e il nipotino)

Don Cirillo è stato, oltre che un grande sacerdote, un alpinista di ottimo livello. Ha salito più di 20 volte il Dente del Gigante (4013 m.); l'ultima in occasione del suo settantacinquesimo compleanno. Tra le sue ascensioni sulle Alpi si possono citare: Il Monte Bianco, il Cervino, Le Grand Jorasses, il Dente del Gigante e molte altre scalate che non sono documentate. Fece parte anche della spedizione alpinistica sull'Annapurna III (7555 m.) in Himalaja nel 1977. E' stato dichiarato Guida Onoraria dalla Società delle Guide di Courmayeur e lo Sci Club di Courmayeur lo annovera tra i riferimenti principali dei primi maestri di sci e tra coloro che hanno contribuito maggiormente a formare i giovani della zona, allo sci e all'alpinismo.

Don Cirillo celebra la S.Messa in vetta al Dente del Gigante (4013 m.)

Per onorare un voto, fece edificare la statua della Madonna sul Mont Chetif (2343 m.) da cui si gode una vista impareggiabile su tutto il massiccio del Monte Bianco. Tante furono le opere promosse da Don Cirillo: l'Oratorio e il cinema Edelweiss a Courmayeur, la costruzione della Chiesa di Entreves, la ristrutturazione del Santuario di Notre Dame della Guerison, uno dei Santuari più frequentati della Valle d'Aosta, visitato anche dai papi S.Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

La statua della Madonna sulla cima del Mont Chetif


Ma oltre alla passione per la montagna, Don Cirillo era un uomo di grande fede e umanità e ha fatto di tutto, durante la guerra, per aiutare e sostenere i suoi parrocchiani in quei momenti drammatici. I più anziani del paese ricordano ancora tanti episodi. Don Cirillo riuscì a procurare due vagoni contenenti riso, farina e meliga da distribuire alla popolazione affamata. Si offri come ostaggio al Podestà per far liberare dieci prigionieri. Riuscì anche ad evitare il bombardamento di Dolonne, deciso dai tedeschi per rappresaglia contro i partigiani. Tra i tanti episodi, uno in particolare è stato raccontato in un bel libretto scritto da Giulio Segre e pubblicato nel 2012 da una piccola casa editrice di Saluzzo: Don Cirillo e il nipotino, che racconta una storia, di cui proprio l'autore Giulio Segre, è stato il protagonista.

Riprendiamo la storia da un articolo di Avvenire del 21/5/2015 : 

"Giulio Segre ha 7 anni il 3 dicembre del 1943, quando con suo padre Vittorio e sua madre Eugenia fuggono da Saluzzo  per sottrarsi alle persecuzioni e ai rastrellamenti a cui i nazifascisti stavano sottoponendo la comunità ebraica di Saluzzo. L'idea suggerita loro da alcuni contatti è di rifugiarsi in Svizzera passando attraverso la Val Ferret, ma non conoscono bene la montagna e quando arrivano a Cormaiore (il nome fascista di Courmayeur) è già inverno, i valichi sono impraticabili e lo saranno per diversi mesi.
Vittorio non ha amici a cui bussare e, disperato, decide di rivolgersi al parroco, che dopo una prima diffidenza iniziale accetta di aiutarli. Vittorio non si può fermare a Courmayeur : la sua presenza sarebbe troppo sospetta e torna a Milano dove riesce a nascondersi grazie a documenti falsi. Eugenia, la mamma cattolica, può tornare a Novara senza correre rischi, ma il più in pericolo è il piccolo Giulio, per il quale, però Don Cirillo ha un piano.
Gli procura documenti  falsi di nascita e di battesimo e lo fa passare per un suo nipotino figlio di una sorella rimasta vedova che rimane a Courmayeur per un anno e mezzo. "E mi salvai", dice Giulio Segre.
Tutti in paese conoscevano l'uso di Don Cirillo di aiutare le persone in difficoltà, e così nessuno fece domande, e accolsero questo piccolo forestiero nella comunità. Forse non volevano sapere niente...o forse sapevano già tutto...ma andava bene così."

Il 27 Maggio del 2015, a Courmayeur è stata assegnata alla memoria di Don Cirillo, la medaglia di "Giusto delle nazioni", ovvero la massima onorificenza assegnata dallo Yad Vashem di Gerusalemme a coloro che hanno salvato anche un solo ebreo dalla Shoah. La medaglia fu consegnata da Don Donato Perron, nipote di Don Cirillo, anche lui prete alpinista, la cui storia racconteremo in un altro POST.
Nel parco comunale di Courmayeur, inoltre, nell'agosto del  2017 è stata inaugurata una stele alla memoria di Don Cirillo, seguita dalla Santa Messa celebrata nella "sua" parrocchia di S.Pantaleone,  concelebrata dal Parroco don Mario Tringali e dal nipote don Donato Perron.
Il "parroco alpinista" ha lasciato importanti ricordi e insegnamenti nel cuore di intere generazioni di abitanti e ospiti di Courmayeur.













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