Pier Giorgio Frassati : un alpinista Beato

 


Pier Giorgio Frassati, il ragazzo che amava portare in montagna i suoi amici per spingere il loro sguardo "verso l'alto", sarà dichiarato Santo il prossimo anno (2025). Il giovane beato Torinese, amante di Dio e degli uomini, sarà canonizzato durante il Giubileo del 2025. A dare l'annuncio il 27 Aprile 2024 è stato il prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, Cardinale Marcello Semeraro, intervenuto alla XVIII Assemblea della Azione Cattolica, a Sacrofano. Molti, ma non tutti, conoscono la storia magnifica di questo giovane studente di ingegneria, morto a soli 24 anni, il 4 Luglio del 1925, per una poliomielite fulminante, dopo sei giorni di dolori terribili. Pier Giorgio è stato dichiarato Beato da S.Giovanni Paolo II il 20 Maggio del 1990. Pier Giorgio era il rampollo di una famiglia assai in vista, dell'alta borghesia torinese. Il padre era Alfredo Frassati, amico di Giolitti ed esponente di spicco del liberalismo italiano, Senatore del Regno, proprietario e direttore del quotidiano "La Stampa". Al funerale di Pier Giorgio, nello sbalordimento dei genitori e della buona società intervenuta, si vide quali erano gli interlocutori preferiti di Pier Giorgio: migliaia di persone, venute per lui, e tra esse centinaia di poveri, che fecero ala alla bara e che egli aveva beneficiato in tutti i modi possibili, compagni abituali della sua quotidianità. Se non studiava, era a casa di questo e di quello, perennemente senza soldi perchè dava in elemosina  tutto ciò che aveva. La preghiera era il ritmo delle sue giornate e spesso anche delle notti, perchè partecipava alle adorazioni notturne dell'Eucarestia in una chiesa del centro storico di Torino. Ma non aveva nulla del bigotto: era noto per i suoi scherzi, la generosità delle sue amicizie, l'allegria talvolta fracassona e l'amore per la montagna. Oltre alla carità, era anche impegnato nel mondo civile e politico. Era attivo in Università e nel’Azione Cattolica, per comunicare e difendere la bellezza dell'esperienza cristiana. Fu tra i primi ad iscriversi al Partito Popolare di Don Sturzo. Sempre in lotta, armato solo della sua "ingenua baldanza".

La passione della montagna in Pier Giorgio nasce già da bambino, nelle vacanze di famiglia, ospite dell'unico albergo allora esistente in alta val d'Ayas, l'Hotel Bellevue a Fiery.

Hotel Bellevue a Fiery (Val d'Ayas)


A 8 anni Pier Giorgio effetua con papà e mamma la traversata del Colle del Teodulo. A 11 anni sale per la prima volta un quattromila, giungendo in vetta al Castore ( 4228 m.) con la guida Fosson. Molte sono le cime e le palestre di roccia che poi frequenterà durante la sua breve vita. 
Durante una gita nelle valli di Lanzo fonderà, con alcuni amici, la "Compagnia dei tipi Loschi", un sodalizio di ragazzi e ragazze legati da vera, profonda amicizia e dal comune amore per la montagna. 

La vetta del Castore (4226 m.)

Aveva in programma l'ascensione al Cervino per l'anno 1925. Purtroppo non la potè portare a termine. Dopo la sua morte sulla rivista della "Giovane Montagna" (di cui Piergiorgio era socio entusiasta) comparve un breve scritto che descriveva in modo inequivocabile la passione per la montagna di Piergiorgio :

"Egli l'amava non sotto un aspetto particolare, ma tutta così, per se stessa: egli tutto le chiedeva ed essa tutto gli dava. E così non era solo un meritato svago....ma anche educazione del carattere ed elevazione dello spirito; e nella montagna egli raccoglieva fiori e minerali, e della montagna egli amava i colori e le forme, la fatica e il ristoro, le piccole gioie e le grandi ebbrezze, che non esprimeva a parole, che beveva con gli occhi spalancati nella luminosità del sorriso, con la persona eretta in un sorriso profondo, con l'anima protesa in uno slancio di riconoscenza verso il Creatore" (Giovane Montagna, 1925, n.7, pp.27-28)

Domenica 7 Giugno 1925, un mese prima di morire, Pier Giorgio sale con un gruppo di amici in Val di Lanzo per una escursione abbastanza difficile, che prevede passaggi in roccia e discese in corda doppia. Nella foto che lo ritrae aggrappato alla roccia, scrive di suo pugno la frase "verso l'alto" che è anche la sintesi del suo modo di vivere: cercare sempre quello che eleva, andare oltre se stessi e le proprie meschinità, per elevarsi verso la perfezione, verso la santità, verso Dio.


La montagna, per Pier Giorgio, è il luogo prediletto, come scrive ad un'amico: 

"Ogni giorno che passa mi innamoro perdutamente della montagna, il suo fascino mi attira e vorrei, se i miei studi me lo permettessero, passare intere giornate a contemplare in quell'aria pura la grandezza del Creatore". 

Pier Giorgio era anche consapevole dei rischi e delle fatiche che si corrono andando per l'alpe : 

"Quando si va in montagna bisogna prima aggiustarsi la propria coscienza, perchè non si sa mai se si ritorna. Però con tutto questo non mi spavento ed anzi sempre più desidero scalare i monti, guadagnando le punte più ardite, provare quella gioia pura che solo in montagna si ha". 

La montagna vuol dire anche la gioia condivisa con i compagni di gita. Pier Giorgio organizzava le gite con tanti amici ed era pieno di attenzione verso le persone più deboli e meno esperte, cercava di aiutare in tutti i modi affinchè tutti potessero arrivare alla meta, sempre con animo gioioso e allegro, godendo della bellezza della montagna e dell'amicizia. Il canto, il silenzio, la preghiera in rifugio prima di andare a dormire, erano parte ineliminabile del suo modo di affrontare le escursioni, cosi come, se la gita era di domenica, la S.Messa mattutina all'alba, prima di iniziare l'escursione. 

La Grivola (3969 m.)

 Pier Giorgio era un'uomo di grande fede. Nel 1925 scrive all'amico Bonini "Vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta continua per la Verità non è vivere ma vivacchiare". Il sogno di Pier Giorgio era quello di piantare la sua piccozza sulla cima del Monte Bianco, ma il padre era contrario, pensando che fosse troppo pericoloso. Ma "se la vita è una cordata, a volte può accadere che se uno non arriva in vetta altri compiano per lui l'impresa". Cosi alcuni membri della Giovane Montagna e del CAI decisero, nel 2006, di compiere per lui l'impresa. Dopo aver chiesto in prestito alla famiglia la piccozza di Pier Giorgio, hanno salito il Monte Bianco e hanno piantato sulla vetta la sua piccozza. La storia è raccontata da Luigi Tardini, presidente della sezione milanese della Giovane Montagna, nel bel libro di Alfredo Tradigo : "Per Salire bisogna crederci", Mimep-Docete, 2018.

A partire dal 1996, su iniziativa del CAI, sono stati inaugurati in tutte le Regioni d'Italia dei sentieri dedicati al Beato Pier Giorgio. L’idea è quella espressa da Antonello Sica: 

«Un sentiero di particolare interesse naturalistico, storico e religioso da intitolare al giovane torinese che“amava la montagna e la sentiva come una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l’anima e il corpo”».

Nell’agosto 2012 è stato inaugurato in Alto Adige il ventiduesimo ed ultimo Sentiero Frassati d’Italia, a cui si aggiunge un itinerario internazionale. Tutti sentieri sono descritti, con dovizia di particolari nel libro "L'Italia dei Sentieri Frassati" a cura di Antonello Sica e Dante Colli, Edizioni CAI, Gennaio 2016.

A Pier Giorgio sono dedicati Centri Culturali, Associazioni, Cooperative Sociali, Oratori in tutta Italia. Molti sono anche i testi disponibili per conoscere e approfondire la sua vita. Tra i tanti segnaliamo: "La piccozza di Pier Giorgio" (Edizione SEI, 1995)  scritto dalla sorella Luciana Frassati. Il libro non è stato più ristampato ma è disponibile usato su e-bay e su altri siti che vendono libri usati.



E' molto interessante un recente filmato di TV 2000 dove viene intervistata Wanda Gawronska (una delle figlie di Luciana Gawronska, sorella di Pier Giorgio) sulla vita e sulla figura di Pier Giorgio con immagini inedite di interventi di S Giovanni Paolo II e di Papa Francesco che indicano Pier Giorgio come un punto di riferimento per i giovani di tutto il mondo. Nella intervista ad una domanda : "Quale era la grande passione di Pier Giorgio? lo sport ? la montagna ? , Wanda risponde con decisione : NO, la grande passione di Pier Giorgio era Gesù !. Il filmato è visibile a questo link :

https://www.youtube.com/watch?v=cEZrUC1baFQ&t=34s

Pier Giorgio è un "santo moderno", grande esempio da seguire per i giovani e non solo...

“Il santo non è il superuomo che vive dalle nuvole in su: il santo è uno che la grazia della fede mette nelle condizioni migliori per vivere con tutta la ricchezza, la complessità e l’originalità del proprio temperamento, non fuori dal mondo, ma nel mondo, tanto da diventare sorgente di un popolo”   (P.G.Frassati, Un Santo moderno di A.Savorana, conferenza tenuta al Meeting di Rimini il 22/08/2001)




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