Patrick Gabarrou : il pellegrino delle cime
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Sposato, con una figlia, cristiano convinto e praticante, oltre alla sua attività di alpinista in molte conferenze racconta delle sue salite, e soprattutto del suo modo di vedere e vivere la montagna.
La sua via "Divine Providence" sul Grand Pilier d'Angle (difficoltà ED+, 900 m.), aperta dal 5-8 Luglio 1984 insieme all'amico Francois Martigny, è considerata un vero capolavoro, ripetuta ancora oggi solo dagli alpinisti dotati di massimo livello tecnico.
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| Il tracciato della via "Divine Providence" |
Il suo curriculum alpinistico è veramente eccezionale: è impossibile qui citare anche solo una parte delle vie nuove da lui aperte, oltre a quelle ripetute con i clienti, nel suo mestiere di guida. Per un elenco sintetico si veda https://it.wikipedia.org/wiki/Patrick_Gabarrou. Molte delle sue vie nuove si trovano nel gruppo del Monte Bianco, dove ha aperto ben sei vie nuove (!) sulla parete nord delle Grand Jorasses. Una delle sue vie, la Direttissima alla punta Walker, aperta con Hervè Bouvard (27/6-1/7 1984) è stata ripetuta solo dopo 37 (!) anni, in invernale, da una forte cordata di alpinisti francesi, che hanno impiegato ben 5 giorni per superare i 1200 m. di dislivello della via, che oggi è valutata ABO (= abominevole, il livello più alto esistente di difficoltà). In quella occasione Patrick ha accompagnato i giovani francesi all'attacco, per mostrargli i dettagli del tracciato.
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| Un tratto della parete nord delle Grand Jorasses percorsa dalla Direttissima di Gabarrou |
Per Patrick l'amicizia e la cordata sono aspetti fondamentali : "Non è importante il singolo, ma la cordata":
"La cordata ti permette di fare cose meravigliose, non è importante il singolo ma la cordata, ad essa posso partecipare con vera gioia, i compagni di cordata mi riempiono di gioia. Sono fortunato ad essere guida alpina, perché apro, alle persone che accompagno in montagna, la porta di un mondo che non mi appartiene e che è da condividere. Il mondo è bellissimo e questa bellezza mi è data" gratuitamente." (https://compagniadellacima.it/tre-piccoli-passi-tra-terra-e-cielo-con-patrick-gabarrou/)
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| Patrick sulla parete Sud del Cervino |
"Io sono guida alpina e vado su molte montagne, magari anche facili, senza grandi avventure all’orizzonte. Ma è lì che si vede l’avventura, proprio nello sguardo del tuo compagno. Brutto tempo o non brutto tempo, sarà anche che io sono un po’ fragile, ma l’avventura è sempre molto vicina. Sta un po’ a noi vedere l’immensità dell’arco alpino (e questo per non parlare di quando si prende l’aereo e si va più lontano), sta a noi dimenticare che sia un territorio conosciuto e vederlo quindi come grande spazio nuovo, in ogni momento.....Questa è l’avventura intima, quella che ti fa crescere, che ti fa scoprire di più sul senso del tuo cammino, quella che ti permette di rafforzare ancora di più l’amicizia tra i membri della cordata. Perché legati insieme (e non è frase fatta dire “per la vita e per la morte”) permette di riconoscere anche il cammino che stanno facendo i tuoi compagni verso l’esperienza, ovviamente in maniera diversa dalla tua.....Non sono andato tante volte sul Cervino per trovare il mio Graal, nascosto in una grotta, che mi avrebbe dato risposta alla mia angoscia esistenziale. No! Sono andato per cercare una strada di fatica, di luce e di condivisione. In questa dimensione di gioia per me è dunque facile vivere delle avventure anche oggi, in un tempo in cui sembra più difficile. "
E l'avventura per Patrick, come per tanti altri, è iniziata anche leggendo i libri di montagna di Gaston Rebuffat.
" Già, i libri: io sono nato distante dalle montagna, dalle parti di Parigi. E i libri come quelli di Gaston Rébuffat sono stati importanti, una parte integrante dell’avventura. Questa è nello sguardo interiore, nella capacità di sognare e nella disponibilità di andare in luoghi non eccezionali. E’ nello sguardo del bambino, non in quello di chi è concentrato su se stesso; è nello sguardo stupito di un occhio capace di stupirsi di fronte a un mondo “altro”.
Patrick è anche un animatore e guida della associazione Rando Autrement (https://www.rando-autrement.com/), un' Associazione che organizza ufficialmente dal 2012, week-end di alpinismo e spiritualità. Durante il fine settimana organizza gite (con gli sci o le ciaspole in inverno) e incontri guidati da alcuni sacerdoti, in cui mettere a tema la ricerca del senso della vita, la ricerca dell'essenziale.
Nell'intervista sulla Stampa di domenica 8/9/24 Patrick racconta della sua ultima "prima", aperta proprio questa estate (a 73 anni) sul Pic Amedeo, cresta del Brouillard, il versante ovest del Monte Bianco. La via è stata aperta insieme a due giovani alpinisti francesi (entrambi di nome Clement) e dedicata a Maria : "Marie Port du Ciel". Alla domanda del giornalista sul perchè questo nome, Parick risponde : "Si fin da bambino. "Maria porta del Cielo" è proprio perchè non salirò più sul Bianco, quindi quella è la mia porta. La Madonna è sempre nelle mie preghiere. La stupirò credo ma la mia montagna del cuore è il Gran Paradiso, perchè è una grande montagna che si può scalare insieme e perchè in cima ha la statua della Madonna"
Un bel filmato che racconta la vita e la concezione della montagna e dell'alpinismo di Patrick e visibile su Youtube (in francese) all'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=uvBUE-QqJYg&t=378s
Nota : la maggior parte delle frasi di Patrick sono riportate dal suo intervento il 19/11/2016 al Convegno del CAAI di Genova.
PS : L'incontro con Gabarrou al Meeting di Rimini è visibile qui :



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ho sentito l'intervento del grande alpinista al Meeting di Rimini. Mi ha colpito la sua umiltà. Avrebbe potuto raccontare una infinità di episodi nei quali far emergere la sua statura di alpinista e invece ha raccontato di sè come di un uomo innanzitutto bisognoso di colui che solo può riempire il vuoto che ci costituisce.
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