Don Luigi Maquignaz : ho avuto una vita bellissima !

 


Il 17 Agosto del 2022, all'età di 93 anni, saliva alla casa del Padre don Luigi Maquignaz, grande sacerdote e alpinista valdostano, nella foto ritratto in compagnia di S.Giovanni Paolo II.

Don Luigi nasce a Valtournanche il 24 Febbraio 1929, dodicesimo di quattordici figli, in una famiglia devota e molto nota nel paese, nota anche perché, in virtù di antichi regolamenti ancora vigenti,  risulta la proprietaria addirittura del Monte Cervino! Non solo, ieri e oggi, sono numerosi i membri della famiglia ad esercitare il mestiere di guida alpina. Lo stesso don Luigi, oltre ad aver aperto con il leggendario Carrellino (Luigi Carrel 1901-1983) una via nuova sul Cervino (picco Muzio), si inserisce a buon diritto nel novero dei preti alpinisti di cui è ricca la storia della Vallèe.  Oltre ad aver scalato il Cervino 39 volte, la prima a 16 anni (di nascosto dalla mamma), e l'ultima a 69 anni, Don Luigi ha salito centinaia di vette nelle Alpi, anche per vie difficili. Per 5 anni è stato l'accompagnatore di S.Giovanni Paolo II nelle gite in montagna, durante le vacanze del Papa ad Introd.

« Sin da bambino la montagna mi attraeva naturalmente, ma ho capito bene la questione quando per cinque anni ebbi la fortuna di accompagnare Giovanni Paolo II sulle montagne della Valle d’Aosta. Il Papa stava davanti alle cime, ai ghiacciai, alle cascate, anche per delle ore e diceva che le montagne sono la prima rivelazione di Dio. Dunque il ragionamento è semplice. Ho capito che mi attirano perché l’uomo è attratto naturalmente verso Dio».  (Don Luigi Maquignaz)


La parete Sud del Cervino con il Picco Muzio 4187m. (a sinistra della vetta)


A 90 anni di età Don Luigi ha scritto : "Io sono un uomo felice e la mia felicità è Gesù. Ne ho trovato conferma proprio in montagna, dove non solo puoi vedere la sua presenza, ma puoi anche toccare con mano la sua grandezza".

Ordinato sacerdote nel 1953, è stato parroco e viceparroco ad Aosta e in molti paesi della Valle, Rettore del Seminario, Professore di religione al liceo e ha operato, fino alla sua morte, come direttore-economo del Priorato di Saint Pierre. Sono veramente tante le persone che in Valle ma non solo, che l'hanno avuto come punto di riferimento spirituale ed umano. Centrale nella sua esistenza è stato l'incontro con don Luigi Giussani e il Movimento di Comunione e Liberazione, di cui sarà a lungo il responsabile per la Val d'Aosta nei primi anni 70. 

La decisione per il sacerdozio è maturata sul Cervino. Un giorno lui e Carrellino scalano il Cervino per la cresta  Furgen, un'ascensione difficile e impegnativa. Arrivati in cima alle 10 del mattino, avrebbero voluto scendere e proseguire altrettanto velocemente, per effettuare la traversata integrale delle Grands Murailles, ma succede qualcosa di drammatico.

Il Cervino e le Grandes Murailles in veste invernale.


Carrel e Maquignaz incontrano, scendendo, una cordata in grave difficoltà. Uno dei due alpinisti è caduto per venti metri ed è gravemente ferito. Lo recuperano e poi mentre Carrel scende a cercare soccorsi con l'altro scalatore, don Luigi si ferma a far compagnia al ferito, pregando con lui e cercando di assisterlo. Arrivano i soccorsi e si riesce a calarlo fino al bivacco Whymper. Qui purtroppo l'uomo muore. 
" Però quel ragazzo era andato in Paradiso, anche grazie al mio piccolo contributo. A quel punto mi son detto: ecco chi è il prete. Qui sta la differenza. Il prete è qualcuno che non è proprio come gli altri... è vero che scala le montagne come fanno gli altri, però si ricorda che c'è il Signore sopra ogni cosa e non dimentica i suoi fratelli. Mai dimentica il proprio compito che è quello di cercare di rendere felici gli altri e, così facendo, il più felice è proprio lui stesso ...ho capito che questa era davvero la mia strada. Si questo è stato il motivo per cui mi sono finalmente deciso".

Un giovane don Luigi, in compagnia di due guide del Cervino


Un altro incontro fondamentale per don Luigi è stato quello avvenuto, negli anni 50, con Aurelia "Leletta" Oreglia d'Isola, una nobildonna piemontese morta, in odore di santità nel 1993. Si tratta di una persona molto speciale: staffetta partigiana, religiosa domenicana, insegnante di filosofia presso il liceo di Aosta, volontaria al Priorato di Saint Pierre. I due collaborarono intensamente nella pastorale giovanile, ma l'esito più rimarchevole della loro amicizia fu la costruzione del monastero delle Carmelitane Scalze di Quart, progettato gratuitamente dal fratello di Leletta,  Aimaro uno dei maggiori architetti italiani. Qualche anno dopo, non ancora pago della sua attività di "edificatore" (non si contano gli edifici ecclesiastici, gli oratori, etc..da lui fatti edificare o restaurare), don Maquignaz guida la ristrutturazione di un antico complesso di edifici dei canonici del San Bernardo, creando un nuovo monastero per un gruppo di Benedettine dell'Isola di San Giulio d'Orta.

La magnifica storia di questo grande sacerdote e alpinista valdostano si può leggere nel bel libro :

"Ho avuto una vita bellissima – Come un fiore sbocciato in parete sul Cervino” Don Luigi Maquignaz in conversazione con Giacomo Sado per le Edizioni Tipografia Pesando (Gennaio 2019)



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