Armando Aste : il cercatore di infinito
Armando Aste è stato, senza alcun dubbio, uno dei più forti alpinisti italiani del dopoguerra. Ha svolto la sua attività alpinistica sopratutto nelle Dolomiti, dove ha scalato numerose pareti di grandissime difficoltà, prime ascensioni assolute, prime invernali e prime solitarie di livello internazionale. Tra le sue imprese più significative vanno citate: la prima salita solitaria della via Couzy, sulla parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo, la prima solitaria della via Brandler-Hasse sulla Parete Rossa della Roda di Vael nel Catinaccio, la prima solitaria della via Graffer-Miotto sullo spallone del Campanil Brasso di Brenta.
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| Parete Nord, Cima Ovest Lavaredo, Via Couzy |
Armando Aste era nato a Rovereto il 6 Gennaio 1926 ed è tornato alla Casa del Padre il 1 Settembre 2017, alla bella età di 91 anni. Una delle sue prime più famose è stata l'apertura il 24-29 Agosto del 1964, insieme a Franco Solina, della "via dell'Ideale", sulla parete Sud della cima di Ombretta (Marmolada). Questa via era stata considerata, per anni, una delle più difficili delle Dolomiti, ripetuta la prima volta da Rehinold Messner nel 1966. Nella grotta dell'ultimo bivacco sulla Marmolada, Aste e Solina hanno lasciato un biglietto: "Nel nome del Signore 28 Agosto 1964. Questa è la via dell'Ideale. Auguri ai ripetitori".
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| La parete Sud della Marmolada con il tracciato della via dell'Ideale |
Particolarmente importante è stata anche la prima ascensione invernale della via Carlesso-Sandri sulla parete Sud della Torre Trieste, in quanto segnò l'inizio del grande alpinismo invernale nel gruppo del Civetta e nelle Dolomiti in generale.
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| Aste e Solina nel 1964 |
Aste non ha arrampicato solo nelle Dolomiti, ma ha salito anche vie importanti in altri gruppi delle Alpi e in Patagonia. Una delle ascensioni che lo ha reso famoso è stata, nel 1962, la prima italiana della parete Nord dell'Eiger, una via difficile e pericolosa, salita per la prima volta nel 1938. La Nord è stata teatro di gravi incidenti, e aveva respinto per quasi trent'anni (!) le più forti cordate di alpinisti italiani.
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| La parete Nord dell'Eiger (3967 m.) |
La storia di questa prima salita è davvero una storia da raccontare. Due cordate: Aste con Solina, Andrea Mellano (grande alpinista torinese, scomparso il 25 Agosto 2024) con Romano Perego e Gildo Airoldi, seconda cordata. Si ritrovano sulla stessa parete e decidono di formare una sola cordata. A loro si aggiunge anche Pierlorenzo Acquistapace (detto "El canela"), che aspettava solitario alla base della parete per potersi unire a qualche compagno. La cordata è guidata da Aste, con grande soddisfazione di tutti gli altri alpinisti :«Armando è un uomo prudente e sicuro. Le sue scalate, mi dice, sono tutte improntate sulla base della massima sicurezza. E così sono anche i suoi compagni che l’hanno seguito sull’Eiger. Non potevamo trovare dì meglio: con questi compagni si va in capo al mondo!» (A.Mellano). Partiti l'11 Agosto arriveranno in cima, nella tormenta, il 16 Agosto dopo 5 bivacchi in parete, confortati dal Rosario che Armando chiedeva di recitare sempre prima di dormire. La temperatura in vetta segna -18 gradi, c'è vento e nevica. E' stata una salita guidata dall'amicizia e dalla fede :
"L'amicizia che ci ha legati sulla Nord dell'Eiger è stata più forte di tutti gli ostacoli incontrati. Per questo siamo qui ora sulla vetta e ci guardiamo felici con un nodo alla gola. Armando, inginocchiato, prega per tutti morti della parete. Gloria Tibi Domine. Le abbiamo scritte queste parole sul libro di vetta quale segno di ringraziamento verso Colui che tutto ci ha dato".
Così ha scritto Andrea Mellano nel resoconto dell'ascensione.
Questa bella storia, ricca di aneddoti e di riflessioni è stata raccontata da Armando e dai suoi compagni di cordata nel 2012, al festival di Trento, in occasione dei 50 anni della prima ascensione italiana. L'intervento di Armando è visibile in questo filmato :
Infine Armando ha compito anche numerose spedizioni internazionali e ha salito, in Patagonia, la Torre Sud nel gruppo delle Torres del Paine. Aste è stato membro del Club Alpino Accademico Italiano, socio onorario del CAI e membro di prestigiosi sodalizi alpini internazionali.
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| Le Torres del Paine (3050 m.) |
Ma Aste era sopratutto un uomo di grande fede: "Sono orgoglioso della mia fede che considero l'unica vera ricchezza che possiedo. Al di là di ogni falsa modestia, so di essere un uomo limitato ma ho imparato che credere è più importante di sapere, di capire e di qualunque impresa alpinistica".
In una bella intervista, pubblicata anche sul sito della Compagnia della Cima (https://compagniadellacima.it/intervista-a-armando-aste/), alla domanda su quanto è stato utile l'alpinismo nell'affrontare le difficoltà della vita quotidiano, Aste risponde :
"Mi ha aiutato a crescere e conoscermi, ad accettare tutti i problemi della vita e renderla più bella. Quand’ero giovane anch’io ero ambizioso e volevo essere più bravo degli altri; le imprese di Preuss o Comici mi affascinavano, poi ho capito che sopra i monti c’è il cielo, la vetta più importante da raggiungere. Ma per me le cose che hanno contato di più sono state la carità, l’amore, la famiglia e l’amicizia."
E alla domanda cosa cercavi in montagna? Armando risponde :
"La bellezza, perché vedo l’alpinismo come la sintesi della bellezza, dell’intuizione e del gesto atletico che traduce concretamente il pensiero e l’azione. C’era poi la rincorsa alla felicità che poi scemava una volta terminata la via. Gli alpinisti forse non se ne rendono conto, ma in quell’andare in alto, cercando di andare oltre, diventano leggeri, spiccano il volo, ripetono il gesto di Icaro."
E alla domanda quanto è stata importante la fede per te?
"Fondamentale. Mi ha spinto quando potevo andare e frenato quando avrei rischiato troppo. Mi ha insegnato a rispettare i confini, a non andare oltre un certo limite, ad avere prudenza. Ogni volta che mi apprestavo ad aprire una via, avevo la consapevolezza di potercela fare, una sorta di benedizione."
Una bella intervista ad Armando realizzata al 60 Festival di Trento è visibile in questo filmato :
Armando ha lasciato abbastanza presto il mondo dell'alpinismo estremo per rimanere vicino al fratello gravemente ammalato, così come aveva sempre detto: la carità, la famiglia, l'amicizia sono le cose più importanti della vita.
Aste è stato anche uno scrittore. Il suo libro più famoso è "Pilastri del Cielo" (Reverdito Editore, Trento 1975). Purtroppo libro raro e introvabile. Sul ricco sito realizzato dagli amici di Aste con tante immagini e storie delle sue ascensioni (https://armandoaste.it/) a proposito della sete che lo spingeva ai monti si può leggere :
"....Al di là della supposta realizzazione di sè, del gioco edonistico e addirittura della possibile creazione artistica ideale, se penso all'inestinguibile sete che mi spinge ai monti, sete di bellezza e di poesia, ansia di superamento, bisogno di coraggio, sento che è soprattutto un insopprimibile bisogno di trascendenza che sta alla base del mio alpinismo. Sento di essere un cercatore di infinito."





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