Andrea Chaves : il poeta e le montagne
Questa è una storia straordinaria e drammatica. La storia di un ragazzo eccezionale, caduto a soli 21 anni l'8 settembre 2017 nel tentativo di salire in solitaria la via Major al Monte Bianco. Andrea Chaves Lopez era nato a Novi Ligure il 22 Agosto del 1996 e frequentava la facoltà di Lettere moderne presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Per il lettore non alpinista esperto, ricordo che la via Major è una delle vie più difficili di salita al Monte Bianco, dal versante della Brenva . "Una via grandiosa in ambiente severo ed imponente....la via è esposta alla caduta di ghiaccio fino a che non si raggiunge il filo di cresta oltre il grande canale centrale...Il percorso sulla cresta è davvero elegante e tratti rocciosi si alternano a splendide creste nevose fino al rognone sommitale..." (Gulliver.it). La via Major al Monte Bianco fa parte di quello stupendo trittico di itinerari aperti dal grande alpinista inglese T.G. Brown, nel periodo dal 1927 al 1933. Questi itinerari prendono le mosse dall'alto bacino della Brenva e, risalendo la più formidabile parete del Bianco, arrivano alla cresta sommitale della montagna, superando un dislivello di oltre 1200 m. Questa via viene salita raramente e solo dagli alpinisti più preparati. La prima ascensione della via Major in solitaria è opera di Walter Bonatti, il 13 settembre del 1959 mentre, contemporaneamente, l'amico Carlo Mauri saliva, anche lui in solitaria, la via della Poire, altra grande via del versante Brenva.
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| La Via Major al Monte Bianco |
Ma chi era questo ragazzo che, a soli 21 anni, ha "osato" attaccare in solitaria questa grande via del Monte Bianco? Un ragazzo dotato di qualità eccezionali e non solo qualità alpinistiche.
Ha iniziato ad andare in montagna da bambino, accompagnato dal padre. A 15 anni ha salito il suo primo quattromila (il Brehitorn Occidentale) e da lì in poi, un'incredibile serie di vette, salite quasi sempre in solitaria e talvolta in invernale. Ecco solo un elenco di alcune delle ascensioni principali fatte da Chaves: Cervino, Luglio 2015; Grand Combin, Luglio 2106; Monviso, cresta Est, Giugno 2016; Bernina-Biancograt Luglio 2016; Bishorn, Agosto 2016; Wehissorn, Cresta Nord, Agosto 2016; Dent d'Herens, cresta Tiefenmatten, Dicembre 2016; Mont Maudit, Cresta Kuffner, Novembre 2016; Punta Venezia e Punta Udine, Marzo 2017; Aguille Verte, Marzo 2017 ; Monviso Parete Nord, Aprile 2017; Monte Bianco, Cresta dell'Innominata, Giugno 2017; Punta Nordend, via Brioschi Luglio 2017; Barre Des Ecrins, Agosto 2017; Monte Bianco, Cresta integrale di Peuterey, Settembre 2017; fino all'ultimo tentativo alla Via Major sempre nel Settembre 2017.
Le montagne per Andrea esercitavano un richiamo irresistibile come scrive nel suo diario : " Sogno le montagne. E' come se mi chiamassero, mi risvegliassero nel profondo dell'anima un fremito, una forza, un amore che si libra nella luce degli occhi, nella rinascita e nella limpida tensione al cielo. Un anelito di vita che pervade i corpi e i sogni. Là dove non c'è vita, nel regno verticale del ghiaccio e della roccia, ove il pericolo e la difficoltà tendono al limite il fisico e la mente, lo spirito, io so vederne un'estrema bellezza." Dunque Andrea nelle montagne cercava sopratutto la bellezza, come tanti altri alpinisti le cui storie abbiamo raccontato in questo blog. Le sue capacità alpinistiche e la sua resistenza fisica erano eccezionali. Lo dimostra, in modo inequivocabile la salita solitaria, in quattro giorni, dell'agosto 2017 (un mese prima di cadere), della cresta integrale di Peuterey, una delle altri grandi vie di salita al Monte Bianco. Nella foto il tracciato della via Major e a sinistra la cresta di Peuterey.
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| Il Monte Bianco con il tracciato della Via Major |
Questo è l'ultimo video girato da Andrea sulla cima del Monte Bianco nell'Agosto 2017, dopo aver salito la cresta integrale di Peutery in quattro giorni di scalata solitaria, con l'arrivo in vetta nella tempesta.
Ma non era solo la montagna la passione di questo ragazzo, innamorato della vita e della bellezza. Aveva imparato quasi tutta la Divina Commedia a memoria e girava l'Italia recitandola per gli studenti delle scuole e non solo. Un ragazzo impegnato con la vita, un ragazzo che voleva "cambiare il mondo", iniziando da se stesso. Andrea aveva doti e talenti eccezionali, ma le sue qualità più importanti, a detta di chiunque lo conoscesse, erano la grande sensibilità e umanità. Negli anni del Liceo Andrea è stato insignito del Premio della Bontà "Livio Tempesta", per l'amore e la cura dimostrata, verso la sua compagna di classe Elisa, una ragazzina down, a cui Andrea era legato da una profonda amicizia. Durante gli anni dell'Università istituì un piccolo gruppo di volontariato per l'assistenza ai senzatetto nella stazione di Bologna, in cui coinvolse alcuni amici. Era il "gruppo del Giovedi".
Il rapporto con la montagna era nutrito da una fede semplice e da una grande devozione per la Madonna, per cui era solito recitare il rosario durante le sue salite o recitare, sulla cima di una montagna innevata con 25 gradi sotto zero, il cantico di Dante dedicato alla Madonna, come si può vedere in questo commovente video :
Il suo rapporto con i genitori, e in particolare con il padre Yonny che lo accompagnava agli attacchi in tutte le sue salite, era pieno di amore ed affezione. Infine Andrea era un poeta: tante sono le sue poesie e i suo racconti, scritti per i genitori, per Elisa, per gli amici..per tutti. In una delle ultime poesie scritta per i genitori, sembra percepire l'incontro con il Destino ultimo che avverrà dopo pochi giorni :
Quando partirò
per le creste affilate
lo farò sempre perchè in quell'abisso
di luce sento
la vita
Lo so che non saprete
quell'amore che muove
il piede e il braccio teso verso il cielo
prometto: tornerò
a casa
Se l'amata montagna tre le valli e i ghiacci
vorrà un dì custodirmi tra sè e il cielo
sappiate che la luce
del sole
sempre io ho cercato
e il dono della vita
da voi avuto e per voi con voi amato
ho custodito in cuor
difeso
Non chiedo che accettiate
se un dì non tornerò
se non potrò tornare, non voglio
che perdoniate non perdonerete
voi; e non di comprendere,
nessuno
potrà. Non per morire,
voglio che voi sappiate:
se per vivere ho alzato gli occhi al cielo,
voglio che crediate:
vivere...
Andrea in montagna non cercava la morte ma la vita:
"Se salirò da solo, deve essere un'avventura estrema e che segna fino all'anima, che mi faccia essere una persona migliore, che mi faccia capire...ma da cui tornare. Non si muore invano sulle montagne, anche con la morte si dà un senso a ciò che si fa, anche così il il senso di una vita raggiunge il suo nodo e può cambiare il mondo. Ma infinitamente più forte rimane lo spirito della vita".
Che grande e misterioso destino la vita e la morte di questo eccezionale ragazzo, che si è autodefinito "Un uomo che si visse fino in fondo". Sarebbe facile sostenere che, forse, non è stato abbastanza prudente, che avrebbe dovuto ricordare uno dei comandamenti della Giovane Montagna: "Esagera in prudenza, nessuna montagna vale una vita umana", ma forse Colei che lui ha tanto amato, lo ha voluto con sè per sempre, ricoprendolo con il Suo manto candido. Riposa in pace, caro Andrea, la tua breve vita non è passata invano.
La storia di Andrea si può leggere nel bel libro di Marcus Risso, Andrea Chaves-Il poeta e le montagne, Itaca 2018, da cui sono tratti molti brani di questo Post. Inoltre su Youtube sono presenti numerosi filmati, tra cui la trasmissione realizzata da TV2000 alla presenza dei genitori che si può vedere qui :



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