Beato Contardo Ferrini : escursionista e professore

 


Poche persone, credo, conoscono la splendida vita e le opere del prof. Contardo Ferrini nato a Milano il 5 Aprile del 1859 in una famiglia di tradizione cattolica. Contardo era un ragazzo prodigio: a 17 anni consegue la licenza liceale, a 21 anni si laurea in giurisprudenza e a 24, nel 1883, ottiene la libera docenza all'Università di Pavia (Esegesi delle Fonti del Diritto Romano). Esperto di Diritto Romano a livello internazionale, diventa poi Preside della Facoltà di Giurisprudenza a Modena. Sembra che Agostino Gemelli (poi fondatore dell' Università Cattolica) si sia convertito al cattolicesimo seguendo le lezioni di Ferrini! Studioso, giurista e ricercatore stimato, coltiva una forte spiritualità, che gli permetterà di distinguersi in un ambiente fortemente anticlericale. Un atteggiamento che diventerà la sua principale forma di evangelizzazione: con questo "apostolato silenzioso" e con il suo stile di vita, riuscirà a parlare di Dio anche ai lontani, agli indifferenti, agli atei. Impegnato nella San Vincenzo e in altre attività caritative, per quattro anni, è anche consigliere comunale di Milano, dove si batte per conservare l'insegnamento religioso nelle scuole primarie. E' anche uno dei primi a sostenere il progetto di un' Università Cattolica in Italia. Era un uomo dotato di una grande fede. Ancora giovanissimo scriveva :

"Io non saprei concepire una vita senza preghiera, uno svegliarsi al mattino senza incontrare il sorriso di Dio; un reclinare il capo la sera, senza il pensiero a Dio. Una tal vita dovrebbe assomigliare a notte tenebrosa, arida per un tremendo anatema di Dio... come si possa durarla in tale stato è per me un mistero. Io supplico il Signore che la preghiera non abbia mai a morire sulle mie labbra. Sì, perché quel giorno che tacesse la preghiera, vorrebbe dire che Dio mi ha abbandonato”.

A chi gli domandava "perchè non ti sposi ?" Ferrini rispondeva "io ho sposato la scienza", in realtà Contardo aveva sposato la causa di Gesù e della Chiesa come laico consacrato (nell'ordine dei Terziari Francescani) nel mondo, aprendo insieme ad altri nobilissimi laici la via ai consacrati degli Istituti Secolari del XX secolo.

Lo appassionava il rapporto tra Scienza e Fede, che il materialismo imperante scioglieva nell'ateismo o nell'indifferenza. Sale cinematografiche, circoli cattolici, scuole, istituti, case per ferie in montagna (Il Soggiorno Contardo Ferrini, un tempo aperto a Saint Jacques in Val d'Ayas) sono state, un tempo, dedicate al suo nome.

 La famiglia possedeva una casa a Suna, sul Lago Maggiore, ed è lì che il Ferrini si recava, ogni             volta che poteva, per vivere a contatto con la natura e per compiere escursioni in montagna.                    L'alpinismo fu infatti la grande passione terrena del Ferrini e la sua sola fonte di svago. Ferrini, pur non essendo un grande alpinista, ha però salito cime importanti sia nelle Alpi, sia negli Appennini : Il Monte Cimone, il Monviso, La Punta Gnifetti, Il Monte Leone, il Latelhorn, il Basodino, il Lucendro, le Grigne e molte altre cime. Ferrini amava soprattutto il Monte Rosa e le montagne dell'Ossola, che frequentava spesso, quasi sempre in compagnia di amici.

La Punta Gnifetti (4554 m.)

Soprattutto Ferrini accompagnava i giovani in montagna:

"Era la guida desiderata, perchè sicura, piacevole, istruttiva. Parlava delle sue montagne con entusiasmo, voleva che le passeggiate alpine fossero anche una istruzione della mente ed una elevazione dello spirito; discorreva di epoche geologiche, di ghiacciai, di morene, della flora e della fauna alpina...ma quando la magnificenza della natura splendeva solenne, grandiosa, il suo spirito si elevava e invitava qualche volta i suoi compagni con uno slancio sublime a glorificare Dio nell'opera sua : era il poeta della natura e di Dio "

Caratteristica era la gita in gruppo al Monte Zeda (2156 m.), una montagna del Verbano che oggi è inserita nel Parco Nazionale della Val Grande. Pernottavano al rifugio del Pian Cavallone e, passando dal Pizzo Marrone, dove i meno esperti si fermavano, raggiungevano il Monte Zeda..

"Oh quante volte dalle ardue vette dello Zeda e del Pizzo Marrone ho mirato con infinito piacere lo sterminato panorama che si estendeva ai miei piedi! Con quanto diletto ho passato le lunghe ore sui ghiacciai di Macugnaga, fra gli alberi e le cascate alpine. Eppure che vuoi? Erano appunto quei panorami, quegli alberi, quelle candide vette che s'imporporavano al sole nascente; era il raggio mite della luna, che scherzava nella tacita notte, riflesso dall'increspata superficie del lago, che risveglia in me possente il desiderio religioso, l'ideale, l'odio e lo schifo di ogni bruttura"

 

Monte Zeda e Pizzo Marrone

Il Ferrini era anche un convinto sostenitore della valenza educativa dell'alpinismo e dell'escursionismo :

"Il sentimento della natura, questa preziosa dote delle anime privilegiate, dovrebbe avere una grandissima parte nella nostra educazione (...) Davvero in quei contatti con la natura sentiamo la vicinanza di Dio e contempliamo le meraviglie di Lui (...) Datemi quel ragazzo, che cresce aderente come l'edera alle vesti materne, privo di individualità e di paure (...) datemi quel ragazzo, ch'io lo conduca per le Alpi nostre. Impari a vincere in quegli ostacoli della natura le future difficoltà della vita : impari a gioire al sole nascente contemplato da uno sperone di monte, al sole cadente che incendia i vasti ghiacciai , al chiarore di luna che scherza nella valle deserta; colga il fiore che cresce al limite delle nevi perpetue ed esulti di tanto riso di cielo fra questi orrori di monti! Quel ragazzo tornerà fattosi uomo, e la sua coscienza morale non ne avrà scapitato"

Sulla cima del Monte Tantanè (2734 m.) bella cima posizionata in Valle d'Aosta, sul crinale tra la Val d'Ayas e la Valtournanche, vi è una lapide con una bellissima frase di Contardo Ferrini che esprime, anche in modo poetico, tutta la religiosità sperimentata nell'andar per monti :

"E' bello sentire da una cima solitaria di monte il solenne avvicinarsi di Dio e contemplare anche nella natura selvaggia e severa il perennemente giovane sorriso di Lui"

Il Monte Tantanè (2756 m.)

Ferrini contrae il tifo bevendo l'acqua di un ruscello inquinato e  muore a soli 43 anni il 17 ottobre 1902, durante un periodo di vacanza nella sua cara Suna. Quando era ancora giovane professore a Modena, quasi profeticamente aveva confidato ad un amico :

 "Quanto a me, preferirei morire nella mia Suna. Se la morte mi cogliesse qui in Modena, disturberei troppe persone..... a Suna mi accompagnerebbero all'ultima dimora soltanto gli intimi, la gente del paese, i bambini, i poveri, quelli che soffrono, quelli che pregano, quelli che veramente giovano all'anima"

Una insistente e duratura fama di santità circonda subito "il professore" che aveva dimostrato come sia possibile coniugare la fede con la ricerca scientifica, la preghiera con l'impegno socio-politico, le convinzioni cattoliche con il rispetto delle idee altrui.

Mons. Achille Ratti, futuro Papa Pio XI che gli fu amico, anche per la comune passione per la montagna, disse di lui : "Mi parve quasi un miracolo la sua fede e la sua vita cristiana, al suo posto e nei tempi nostri ". Papa Pio XII lo beatificò il 13 Aprile 1947 definendolo: " Il modello dell'uomo cattolico dei nostri giorni". Maria Santissima, alla quale Contardo aveva affidato la sua vita, fin da giovane, lo aveva condotto per mano nel mondo, nell'itinerario della perfetta configurazione a Cristo: studioso, docente, apostolo ed educatore. I suoi resti mortali riposano nella cripta della Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, tranne il cuore, venerato nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia a Suna dal 1942.

Per chi volesse approfondire la vita e le opere di Contardo Ferrini, può leggere il libro di Carlo Pellegrini, La Vita del Prof. Contardo Ferrini, Torino 1928 (da cui sono tratte molte frasi di questo Post) che si può ancora trovare come libro usato. Recentemente (nel 2015)  inoltre è stato girato un bel film documentario sulla vita del Ferrini dal titolo "Con il vento nel petto", a cura della Associazione Piccola Porziuncola di Verbania, purtroppo difficile da reperire.

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