Charles Hudson : un'alpinista felice che conquistò il Cervino


La figura e la storia di questo grande alpinista inglese, che ha partecipato alla prima ascensione del Cervino nel 1865 insieme a Whymper, cadendo poi tragicamente in discesa, è sconosciuta ai più e quasi mai citata nei libri di Storia dell'alpinismo. Charles Hudson nasce il 4 ottobre del 1828 a Skillington in Inghilterra. Inizia a conoscere le Alpi e ad arrampicare nel 1845, a soli 17 anni. Era il periodo d'oro della conquista delle Alpi, ad opera sopratutto di giovani inglesi benestanti, che passavano le loro vacanze in Svizzera e si dedicavano, insieme alle guide locali, a salire le montagne, alcune delle quali ancora senza nome. Ma perchè proprio gli inglesi? A mio parere due sono stati i fattori principali: innanzitutto l'Inghilterra viveva, già nella seconda metà dell'Ottocento, una fase di notevole crescita economica, di pace e di relativa prosperità (sopratutto se paragonata alla situazioni di altre nazioni, Italia compresa), con la formazione di una borghesia benestante e colta che poteva permettersi di passare le vacanze oltre Manica. In secondo luogo i giovani inglesi avevano ricevuto, fin da piccoli, una educazione che valorizzava moltissimo la natura, l'esplorazione geografica e la scoperta avventurosa di terre lontane. Non a caso in quegli anni molti furono gli esploratori britannici protagonisti di incredibili avventure, come quelle di Ernest Shekelton, esploratore dell'Antartide. 
Dopo la conquista del Monte Bianco, anche in seguito a uno spettacolo teatrale sulla prima salita, che aveva avuto un grande successo a Londra e in altre città britanniche, la passione per l'alpinismo  e l'escursionismo si era diffusa tra i giovani britannici desiderosi di avventure.
E così anche Charles Hudson, diventato nel frattempo pastore della Chiesa Anglicana, dedicava tutto il suo tempo libero a scalare le montagne. Charles era un camminatore instancabile, con una forza fisica e una resistenza fuori dal comune, nonchè dotato di una grande intelligenza. Era un compagno di cordata benevolo e gentile, apprezzato da tutti coloro che lo hanno conosciuto. 
Di lui disse Leslie Stephen (altro grande alpinista britannico): "Era per me l'alpinista più ardito che abbia mai conosciuto". In effetti al sua attività alpinistica fu davvero eccezionale e, in grande anticipo sui tempi, quasi sempre senza guide. 
Nel 1855 sale il Monte Bianco senza guida, aprendo una nuova via che passa per l'Aguille e il Dom de Gouter (all'incirca il tracciato dell'attuale via normale dal versante francese) scendendo poi per il Grand Plateau e il Corridor.

Monte Bianco (4810 m.) via dell'Aiguille de Gouter

Sempre nel 1855 sale in prima assoluta la punta Dufour del Monte Rosa (4634 m. la cima più alta del gruppo del Monte Rosa) dal versante svizzero, e sempre nel 1855, ancora in prima assoluta, sale il Mont Blanc de Tacul (4248 m.)

Punta Dufour e Punta Nordend dal versante Svizzero.

Nel 1858 è nell'Oberland Bernese, dove compie la prima traversata del Monchsjoch (3650 m.), alto passo ghiacciato nelle vicinanze del più famoso Jungfraujoch (dove oggi arriva il treno che parte da Grindelwald). Nel 1859 sale ancora il Monte Bianco e nel 1865 con TS Kennedy e Michel Croz, sale l'Aguille Verte dalla cresta del Moine, prima assoluta.  
Il 1865 è l'anno del suo incontro con il Destino. Era a Zermatt con l'intenzione di tentare la salita all'inviolato Monte Cervino, e alloggia nello stesso hotel dove alloggiava anche il gruppo di Whymper, che aveva la stessa meta. Si incontrano e decidono di unire le forze e formare un'unica cordata. Purtroppo decisero di invitare anche il sig. Hadow, non abbastanza forte ed esperto per quella difficile ascensione, che fu poi la causa della tragica caduta. Come è ormai noto a molti, la cordata che comprendeva anche la guida Michel Croz e i due Taugwalder (padre e figlio, guide di Zermatt) mise piede sulla la cima inviolata del Cervino alle 13.40 del 14 Luglio 1865, anticipando di poco la cordata italiana guidata da Jean-Antoine Carrel, che stava salendo sull'altro versante (Sud). In discesa decisero di fare un'unica cordata con Michel Croz in testa, seguito dal giovane Hadow e poi da tutti gli altri. A poca distanza dalla vetta, nella parte più ripida, il giovane Hadow scivolò, travolgendo Michel Croz e trascinando poi nell'abisso Hudson e Douglas. Whymper e i due Taugwalder si salvarono solo perchè la corda che li legava agli altri del gruppo si spezzò. I tre, pure sotto chock, riuscirono alfine a scendere a Zermatt, consacrando cosi Whymper per sempre come primo salitore del Monte Cervivo. La corda spezzata, assolutamente inadeguata per una ascensione di quel livello di difficoltà, è attualmente visibile a Zermatt nel museo dedicato alla prima ascensione del Cervino.

Il Cervino (4478 m.) con in primo piano la Cresta dello Hornli (seguita dai primi salitori)

Hudson era un uomo di grande fede cristiana (anche se non cattolica), una fede profonda mai ostentata. Portava sempre con se il libro dei Salmi, che recitava frequentemente, nei bivacchi e nei momenti di sosta, e che venne ritrovato intatto nella tasca della giacca ancora indossata,  recuperato dal corpo dopo la caduta mortale. 

Hudson e gli altri partecipanti alla prima salita del Cervino


Ecco la sua preghiera che recitava prima di ogni ascensione importante e che è un grande esempio di visione cristiana della realtà :
"Padre divino, noi ci rivolgiamo a Te nelle nostre difficoltà e nei nostri travagli : fa si che non ti dimentichiamo nei nostri piaceri. Queste montagne gloriose e questi splendidi paesaggi Tu li hai creati per la nostra felicità : mentre noi ne godiamo ispiraci di Te stesso nobili pensieri; rimani con noi finchè di essi approfittiamo. Da Te viene la forza del nostro corpo: fa che noi riusciamo nella nostra nuova impresa. Se la scalata di questa montagna può indurci in peccato, se dovessimo inorgoglircene, se dovessero soffrire le nostre anime e i nostri corpi, allora fa\ si che la spedizione non avvenga. Il nostro desiderio è di essere nelle Tue mani come bambini, e andare lassù o non andarvi secondo la Tua volontà"

Il 19 Luglio i corpi degli sfortunati alpinisti vennero seppelliti a Zermatt, alla presenza di una folla rispettosa e commossa. In quella occasione il reverendo Mc Cornick, anche lui alpinista e grande amico di Hudson, pronunciò una breve orazione funebre a ricordo dell'amico :

"Giovani, vi sarà detto talvolta che gli uomini di Chiesa sono infelici e melanconici! Questa asserzione è contraddetta da uno di coloro i cui corpi qui riposano. Hudson fu l'uomo più felice che abbia conosciuto. Che cosa quindi lo rendeva felice ? Era la sua convinzione di essere in pace con Dio. Aveva lavato l'anima nel prezioso sangue di Gesù e viveva perciò una armoniosa vita di fede in Lui. Se volete essere felici, imitatelo. Abbiate Gesù come vostro Salvatore e servitelo ogni giorno della vostra vita. E si possa conoscere, noi tutti, quel sentimento di pace di cui Hudson ha goduto dal giorno in cui divenne cristiano.

Charles, come detto, non era cattolico, ma io credo che la sua grande passione per le montagne vissuta sempre in compagnia di Gesù, possa essere un grande esempio per tutti coloro che tra i monti, guidati dalla fede, cercano la felicità.

Sulla prima ascensione del Cervino e la tragica discesa, sono stati scritti decine di libri a cominciare da quello scritto da Whymper : Scalate nelle Alpi e la Conquista del Cervino, pubblicato la prima volta nel 1873, con decine di ristampe successive, fino al recente libro di Pietro Cavallaro: La battaglia del Cervino, la vera storia della conquista, Laterza 2016. In nessuno di questi testi però, la figura di Charles Hudson viene adeguatamente illustrata.
Anche su Youtube è disponibile un lungo documentario (in inglese) con belle immagini, che racconta tutta la storia della prima ascensione e tutto quello che successe successivamente. Purtroppo anche qui la figura di Charles Hudson è appena accennata.

Charles Hudson è stato invece autore (insieme a E.S.Kennedy) del fondamentale libro : Where there's a will, there's a way: An ascent of Mont Blanc by a new route and without guides" pubblicato nel 1856, un'anno prima della fondazione dello Alpine Club, che costituisce il manifesto degli "alpinisti senza guida"e che fu da ispirazione ad altri migliaia di alpinisti che iniziarono ad andare in montagna senza l'aiuto delle guide, situazione allora quasi impensabile. Segnò l'inizio di una vera e propria rivoluzione. Il libro descrive le due principali ascensioni di Charles Hudson : Il Monte Bianco, per una via nuova e la Punta Dufour entrambe realizzate senza l'aiuto delle guide locali.


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